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La rieducazione propriocettiva, definita anche riprogrammazione motoria ha lo scopo primario di accelerare il recupero dei riflessi propriocettivi che vengono interrotti dalle lesioni traumatiche-articolari.

La sua funzione primaria è quella di ricostruire tutti quegli automatismi involontari di protezione perduti con il trauma che ha prodotto una lacerazione alle terminazioni nervose deputate al controllo della stabiità articolare o di un segmento corporeo, in particolare quelle dell’arto inferiore (anca, ginocchio e collo del piede).

Il ripristino della stabilità articolare, quindi, si basa sia sul potenziamento dei muscoli stabilizzatori dell’articolazione che sulla “riprogrammazione” neuro-motoria, la quale viene svolta mediante esercitazioni ripetute tendenti a stimolare quei meccanismi che presiedono le funzioni propriocettive lesionate e, potenziano quanto rimasto integro, al fine di riorganizzarne la piena funzionlità.

 

La ginnastica propriocettiva è indicata principalmente nella

  • ripresa motoria post trauma alla caviglia
  • ripresa motoria post trauma al ginocchio
  • ripresa motoria post operatoria alla caviglia
  • ripresa motoria post operatoria al ginocchio

Gli esercizi base orientati alla ripresa deambulatoria, devono avere come obiettivo la ricerca del far ricadere la proiezione del baricentro, entro l’ombra d’appoggio di un singolo piede. Tutti gli esercizi sono quindi svolti in forma statica prima su un piede e dopo con l’altro e come attrezzo può essere usato il pavimento.

La prevenzione delle cadute continua ad essere uno degli aspetti più impegnativi della medicina non solo per l’alta frequenza con la quale tale evento si presenta ma soprattutto per le conseguenza sanitarie e sociali che tale traumatismo provoca. E’ stato purtroppo dimostrato che i soggetti che cadono sono a rischio di ulteriori future cadute.

Analizzando la dinamica delle cause della caduta, si può stabilire che la caduta avviene per due cause principali: l’inciampo e la distorsione laterale.

La ginnastica preventiva deve quindi prevedere esercizi svolti con squilibrio antero-posteriore analoghi a quelli descritti precedentemente “Esercizi base per la ripresa deambulatoria”, quelli con squilibrio laterale (sotto riportati) e quelli con la palla.

 

IMPORTANTE: per avere il massimo effetto allenamento di un programma propriocettivo che miri alla prevenzione alle cadute, è determinante iniziarlo verso i 60-65 anni, quando persistono ancora buone condizioni fisiologiche di adattamento all’equilibrio.

Gli esercizi propriocettivi, sono anche particolarmente efficaci per la stabilità del rachide e per il rinforzo della muscolatura addominale e lombo-dorsale profonda

Esercizi di prevenzione nello sport

 Gli esercizi propriocettivi devono essere svolti, soprattutto, da tutti quegli atleti che praticano un’attività sportiva nella quale il salto è una componente primaria (pallavolo, pallacanestro, calcio, pallamano ecc.). Nella ricaduta, infatti, quando il piede è appoggiato al suolo dopo una fase più o meno lunga di volo, deve sopportare e contrastare tutte quelle forze che il corpo ha acquistato prima e durante il volo stesso, quindi mantenendo una perfetta stabilità in tutta la fase d’ammortizzazione. In genere quando un atleta compie un salto e non è contrastato in volo da nessuna forza esterna, può prevedere il punto di caduta avendo una notevole facilità nel controllare, seppur inconsciamente, l’appoggio del piede al suolo.

Se, invece, durante il salto l’atleta riceve un urto, può essere costretto a scomporsi in volo modificando la traiettoria del suo baricentro, cosa che rende incontrollata la ricaduta ed il conseguente appoggio sul terreno.

Per ridurre i rischi d’incidenti, è importante che ogni arto abbia un’attività posturale stabile anche durante le fasi d’ammortizzazione senza che si possano creare scompensi e quindi perdita di controllo motorio.

Lo scopo delle esercitazioni preventive deve essere quello di rendere più rapido ed automatico il controllo della muscolatura in considerazione del fatto che durante il gioco si possono sviluppare azioni imprevedibili e talvolta violente.

Gli esercizi propriocettivi di prevenzione, basati sulla progressiva capacità di resistere agli squilibri, danno la possibilità di un appoggio del piede sempre corretto. Ovviamente, tale forma d’allenamento è particolarmente importante per soggetti predisposti a traumi distorsivi (collo del piede e ginocchio) e come azione preventiva in quelle fasi di gioco nelle quali cui la stanchezza compare in maniera rilevante.

La sensibilità propriocettiva è una caratteristica essenziale in certe discipline sportive come lo sci, il pattinaggio, il karatè, lo judo ecc., nelle quali è indispensabile un gran senso dell’equilibrio o del controllo assoluto del movimento stesso.

E’ la costante relazione tra la sensibilità al movimento ed il movimento reale che determina la caratteristica dell’equilibrio.

Tale sensibilizzazione si può conquistare gradualmente con l’esercizio e chiaramente può altresì essere migliorata.

La ricerca dell’equilibrio, in realtà, dipende più dalla capacità da parte dell’individuo di recuperare lo stesso quando lo si perde piuttosto che l’abilità a non perderlo. L’equilibrio infatti non è rappresentato da una situazione definita, ma deriva da un continuo adattamento tonico-posturale coordinativo.

Il suo miglioramento passa attraverso compiti che comportano una notevole attenzione ed impegno per il mantenimento della posizione voluta ed un’elevata capacità di correzione degli sbilanciamenti.

Nelle discipline sportive nelle quali l’equilibrio è una componente essenziale, tale condizione si verifica continuamente.

L’allenamento quindi deve essere basato sui sistemi che inducono la muscolatura a reagire con risposte più opportune possibili, utilizzando il pieno funzionamento di tutte le aree di informazione, affinchè ci sia una corrispondente ed appropriata risposta motoria.

Nel caso contrario, quando questo controllo è carente la risposta, tardiva e/o inesatta, determina un errore nel gesto da effettuare ed in genere si traduce in una caduta.